sabato 31 agosto 2013

Daanan – I Libri
Un nuovo estratto: Capitolo 11!
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Care Lettrici e cari lettori,

ormai prossimi alla conclusione del Primo Libro, ecco a voi un nuovo estratto, alcune pagine dal Capitolo 11.

Buona lettura!

" Dopo poco più di un mese di viaggio, la lunga colonna di cavalieri dell'Impero raggiunse le propaggini dei Territori del Nord. I tremila uomini che componevano la forza militare inviata da Aeon Prime a stanare il Re Cervo avanzavano con una certa calma. Sebbene l'Imperatore avesse comunicato una certa urgenza all'importanza della missione, Lord Upyr aveva comunque preferito procedere con prudenza. Lo stato maggiore, che gli stava attorno anche durante le cavalcate, era composto da veterani delle prime battaglie che avevano dato vita all'attuale Impero, gente fidata dell'Imperatore e di comprovata lealtà e capacità militare. Più o meno tutti gli ufficiali avrebbero preferito dare di sprone, facendo arrivare dapprima la cavalleria sul territorio nordico, per poi farla raggiungere dai fanti e dagli scudieri appena possibile. Lord Upyr aveva argomentato in maniera abbastanza convincente il fatto che stavano per arrivare in un territorio impervio, poco conosciuto dalla Legione e con ben poco appoggio da parte della popolazione locale, quindi la peggior posizione possibile per una forza militare in territorio “nemico” o comunque ove covasse una sotterranea ribellione. Evitare di disperdere le forza era per Lord Upyr un buon deterrente rispetto ad agguati che avrebbero potuto inficiare la buona riuscita della missione. Lo stato maggiore, una volta ascoltate le sue parole, aveva cambiato opinione e si era adeguata di buon grado alle sue scelte.
Laris Prime, il figlio dell'Imperatore, partecipava ad ogni consiglio e ad ogni scambio di idee tra il comandante della missione e i suoi uomini. Era un giovane ragazzo di sedici anni, somigliante straordinariamente a suo padre, se non per gli occhi, azzurri come il cielo, ereditati dalla bella madre. Si era accodato a Lord Upyr, per volere del padre, era stato dotato del miglior equipaggiamento possibile ed inserito nell'organico della Legione con il grado temporaneo di attendente al comandante sul campo. Una carica che lo rendeva pari a qualsiasi altro scudiero esistente nella Legione, ma trovandosi spalla a spalla con il comandante, ovvero Lord Upyr, era in una posizione sicuramente migliore di molti scudieri suoi pari per età.
In questo momento stava cavalcando a fianco del comandante, un passi indietro a lui, alla sua destra. Attorno a loro stavano gli ufficiali de un nutrito gruppo di cavalieri di scorta. Per ordine di Lord Upyr gli stendardi erano tenuti da un altro gruppo di cavalieri, tutti volontari, che si erano messi a disposizione per simulare il gruppo di ufficiali in caso di imboscata. Questo depistaggio era tipico del comando di Lord Upyr: ogni sua azione era dettata da una terrificante capacità di ingannare l'avversario e ridurre i rischi al minimo per ogni elemento del gruppo armato. Nonostante questo, mai aveva imposto ai militi della Legione le sue scelte: lasciava sempre che fossero soldati volontari ad assumersi i rischi. Chi si trovava sotto il suo comando era ben conscio dei rischi, come pure della contropartita: Lord Upyr era famoso per dare dei riconoscimenti di tasca propria a tutti i volontari, mai una volta l'erario della Legione aveva dovuto sborsare un soldo per meriti di servizio.
Questi comportamenti così originali rendevano la figura controversa del comandante assai affascinante presso le truppe, un po' meno presso i quadri degli ufficiali, dove la disciplina e le regole della Legione erano tenuta in altissima considerazione: uscire da questi canoni definiti era visto come un incitamento al disordine, all'indisciplina. I fatti dimostravano il contrario, ovvero le truppe risultavano considerevolmente più inclini all'obbedienza e al dedicarsi alle missioni, ma gli ufficiali continuavano a vedere Lord Upyr come fumo negli occhi.
Oltre a questo, il giovane comandante non era stabilmente inserito nell'organico della Legione, dato che non aveva mai affrontato la vita militare, nemmeno durante le campagne che Aeon Prime aveva affrontato nella creazione dell'Impero. L'Imperatore gli assegnava il grado temporaneo di “comandante” quando lo mandava in missione ufficiale per suo conto, con al seguito le truppe della Legione. Questo rendeva assai sfuggente la figura di Upyr all'Alto Comando della Legione, poiché le sue decisioni, nel bene e nel male, non potevano mai essere effettivamente contestate. Era anche vero che non si era mai verificato un caso ove si dovessero contestare le sue decisioni.
Laris guardò di sottecchi il comandante: aveva già indossato da un paio di giorni gli abiti invernali sopra l'armatura di cuoio rinforzato da lamine d'acciaio, compreso il lungo mantello pesante. Tutti i suoi abiti, a differenza delle altre divise dei legionari, apparivano sempre più lisi e sfruttati, non lo aveva mai visto con abiti eleganti od importanti, se non in occasioni particolari, come il ballo a palazzo tenuto in onore della delegazione proveniente di Kallispar.
Aveva un cappuccio di lana che gli copriva il cranio rasato, arrivando sino alla fronte, in grado di proteggerlo dai rigori dei primi freddi: l'aria si era raffreddata, il terreno si era già indurito sotto gli zoccoli dei cavalli, dalle bocche il fiato usciva in nuvolette di vapor acqueo. Sembrava soffrire il clima rigido verso la quale si stavano dirigendo, seppur non avesse mai palesato apertamente tale fastidio.
A un certo punto il volto affilato del comandante si volse verso di lui e gli fece cenno di avvicinarsi, in modo che fosse a tiro di voce. Nel medesimo istante, Upyr si volse verso un ufficiale che stava alla sua sinistra, un po' ai margini del gruppo e chiese:
Taalos, i tuoi esploratori di quanto ci sopravanzano?”
L'ufficiale gli diede uno sguardo, poi volse l'unico occhio che gli rimaneva all'orizzonte e disse sicuro:
Da quando abbiamo incontrato la prima neve, ho allargato il raggio d'azione davanti a noi e ai fianchi a oltre 70 braccia. I più avanti arrivano a 100 braccia avanti. Più che sufficienti ad evitare di beccarsi qualche pennacchio nel gozzo.”
Tra tutti gli ufficiali al seguito di Lord Upyr, Taalos era conosciuto per essere il più grezzo e poco adatto alle discussioni di corte. Ma era un stato uno dei primi esploratori della Legione, aveva una esperienza quasi trentennale ed era maledettamente scaltro: sapeva fare il suo lavoro e questo oscurava la sua incapacità di mantenere un certo contegno in ogni situazione. Si diceva che avesse perso il suo occhio in un agguato subìto agli inizi della sua carriera. La verità la conoscevano solo lui e i dodici uomini morti che gli erano attorno quando venne ritrovato dalla pattuglia inviata a recuperarlo in territorio nemico. Sopravvissuto, ricevette dall'Imperatore in persona la sua nuova nomina, a capo degli esploratori. Da lì in avanti, aveva scalato la gerarchia della Legione, sino a divenire capitano degli esploratori di tutta la Legione. Aeon Prime l'aveva voluto con Lord Upyr perché il territorio del Nord era infido e poco conosciuto e gli occorreva tutta l'esperienza possibile. Taalos era l'uomo giusto al posto giusto, in questo caso.
Upyr non diede cenno di dare peso alla espressività alquanto originale del suo capo esploratore e disse:
Posso quindi allontanarmi di una cinquantina di braccia con Laris per fare quattro chiacchiere, senza il rischio che qualcuno mi bersagli, sia dei nostri che di eventuali assalitori?”
Taalos tornò a posare lo sguardo su di lui e inarcò un sopracciglio:
Abbandonare la colonna non è saggio, milord, non in questi territori. I miei uomini sono abili, ma non sono infallibili. Il territorio ci è ostile e non conosciamo le reali capacità dei nostri avversari.”
Taalos, io non ti chiedo la perfezione, ma un margine concreto di sicurezza. Se prendono me, possono prendere anche la colonna. Saremo sempre in vista e avrete tutto il tempo di dare di sprone e venirci ad aiutare in caso di difficoltà.”
Secondo i rapporti dei messi imperiali, gli uomini del Re Cervo possiedono degli archi lunghi micidiali. Dalle loro frecce non possiamo proteggervi a distanza, milord.”
Allora speriamo che i tuoi uomini siano in grado di stanarli, lungo il nostro cammino” concluse Upyr, dando di sprone al cavallo e facendo cenno a Laris di seguirlo."

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