giovedì 25 aprile 2013

Daanan – I Libri
Un nuovo estratto: Capitolo 9!
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Care Lettrici e cari lettori,

come promesso, ecco a voi un estratto dal Capitolo 9!

Buona lettura!!!


Rapide e precise si susseguivano le pennellate di colore sull'ampia tela tesa su un telaio di legno. Esso era appoggiato a un grande cavalletto dall'aria grezza ma solida. La mano delicata e piccola stringeva il pennellino sottile con una grazia quasi soprannaturale, mentre eseguiva tratti di diversi colori e forme, tutti guidati dagli occhi castani e piccoli, incastonati in un volto dall'espressione quasi assente. Ma ad uno sguardo più attento si poteva cogliere in essi una assoluta sicurezza: nemmeno uno dei tratti eseguiti con gesti determinati era fatto a caso né veniva mai minimamente corretto. L'intera stanza dove si trovava vedeva appoggiata in ogni dove dipinti su tela, appunti si pergamena, bozze disegnate con le più disparate tecniche pittoriche: china, matita, pennini, sanguigne, olio, tempere. Tutte tecniche perse nel tempo della Caduta e del Disordine, ma evidentemente preservate nella mente di una singola creatura che ostinatamente, forse maniacalmente, le eseguiva quotidianamente, alternandole a momenti di apatia.
Dal soppalco che arrivava sino a quasi metà stanza, occhi neri come la notte osservavano l'opera di quella giovane dama silenziosa, tutta presa dalla sua nuova opera. Mani affusolate erano appoggiate alla robusta e ampia balaustra di legno intagliato e levigato. Lunghi capelli candidi scendevano sulle spalle dell'uomo in contemplazione della mirabile opera che stava prendendo forma al piano inferiore. Era peraltro evidente che la pittrice era del tutto ignara della presenza di costui e che questi non facesse assolutamente nulla per disturbarla. Apparentemente, non sembrava nemmeno respirare, pur di non produrre rumore bastevole a distrarla.
Nel silenzio quasi irreale, il sottile sibilo di una porta che si apriva alla destra dell'uomo sembrò un suono stridente e assai disturbante. Gli occhi dell'uomo non si staccarono comunque dalla dama al piano di sotto.
Dietro di lui una donna dall'età indefinibile chiuse dietro di sé la porta, portandosi presso la finestra esattamente al lato opposto del soppalco, che risultava essere l'unica fonte di luce naturale per quell'ambiente. Si trattava di uno studio al centro del quale si trovava una ampia scrivania in legno, con alcuni comodi scranni all'intorno. Le pareti erano ricoperte di scaffali occupati a loro volta da tomi, libri e un numero notevoli di ninnoli e soprammobili di vario genere, alcuni bizzarri, altri incomprensibili, altri ancora banali come statuette di pietra. Giunta che fu alla finestra, la donna diede una occhiata all'esterno e le sue labbra dipinte di un viola scuro che ne facevano risaltare il pallore naturale dell'incarnato si aprirono:
Non so se essere preoccupata o soddisfatta della tua capacità di raggiungere Twr Du, Upyr”
L'uomo si volse verso la dama e si staccò dalla balaustra. La raggiunse presso la finestra, permettendo alla luce del giorno di illuminargli il volto segnato, affilato, circondato dai lunghi capelli sottilissimi e candidi come la neve. Guardò fuori dalla finestra a sua volta, ammirando il territorio che circondava l'alta torre nordica, sede dell'Antico Regno del Nord, presieduto dalla Regina Eira O' Gyda'r Hwyr. Avvolta da nebbie sempiterne, l'ampia radura che circondava l'altissima torre dall'aspetto inquietante era baciata da un sole pallido, mai capace di riscaldare veramente il territorio abbarbiccato sulla estremità della Catena del Thrann. Una sorta di incipiente primavera era il clima più estremo che si potesse trovare entro le mura evanescenti di nebbia. Mai una calda estate, mai un rigido inverno.
Le sottili labbra di Upyr si aprirono a loro volta, chiedendo:
Lady Eira, cosa intendete?”
Che sono sicuramente preoccupata del fatto che le Nebbie non siano in grado di fermarti, mentre dovrebbero farlo, come fanno con tutti coloro che tentano di raggiungere, non invitati, questa torre. Soddisfatta del fatto che Lilith abbia scelto un compagno sì abile da riuscire dove quasi tutti falliscono”
Upyr la guardò intensamente:
Dunque voi sapete?”
Upyr, c'è ben poco che una Madre non sappia della propria Figlia. Soprattutto se la madre in questione sono io, e la figlia una come Lilith. Dovresti saperlo, ormai. E' dal giorno nel quale venisti qui la prima volta che dovresti saperlo.”
Lui annuì gravemente.

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Ulteriori aggiornamenti a breve!
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