martedì 6 novembre 2012

Daanan – I Libri
Un nuovo estratto: Capitolo 6!
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Care Lettrici e cari lettori,
ecco a voi un estratto dal Capitolo 6.

Ryan e il Senatore Sirio...ospiti di Lady Lilith!

Buona Lettura!



" ...Non v'era finestra nella loro cella, ma il suo senso del tempo gli diceva che ormai era mattino, mattino fatto ormai: l'alba era un ricordo.
Ascoltò il buio, sentendo il respiro regolare del senatore. Solo quando si fu assicurato che era tutto tranquillo, si sedette sul pagliericcio. Fece un rapido controllo sul proprio corpo, per sentirne ogni muscolo tendersi e poi rilassarsi. In questo modo, gli era stato insegnato, non correva il rischio di avere brutte sorprese come stiramenti o cali di pressione. La procedura richiedeva non più di cinque minuti e poi era pronto.
Si alzò in piedi e afferrò gli abiti appoggiati alla sedia la sera precedente, prima di spegnere la luce, vestendosi al buio. Contò i passi mentre si avvicinava alla sedia, trovandola esattamente dove l'aveva appoggiata alla porta. Nemmeno il senatore doveva essere uscito durante la notte per andare all'orinatoio o da qualsiasi altra parte. Con prudenza, la tolse da quella posizione, liberando quindi la porta dall'impedimento. Lentamente fece scorrere il chiavistello che era singolarmente silenzioso, molto ben oliato od ingrassato: non fece il benchè minimo rumore. La medesima cosa valeva anche per la porta, che si aprì, una volta tirata, senza emettere alcun suono. La aprì quel tanto che bastava per sporgere la testa e dare una occhiata al corridoio.
Torce accese illuminavano un corridoio sul quale si aprivano altre porte, tutte chiuse. Nessun segno di vita. Sempre restando nei pressi della porta, calzò gli stivali ed uscì nel corridoio, andando a prendere una torcia e rientrando nell'alloggio con essa andò ad accendere le candele.
Al primo lucore del candelabro gli si presentò la figura di Sirio, in piedi, che aveva appena tirato la tenda che divideva in due la stanza.
Ben svegliato, Sirio. Dormito bene?”
Come un sasso. La cavalcata mi deve aver veramente sfibrato, ieri.”
Anche io ho dormito in maniera particolarmente profonda. Sonno senza sogni, niente di meglio per svegliarsi con le idee chiare.”
Proprio quello di cui ho bisogno” commentò l'altro, mentre usciva dalla stanza per dirigersi all'orinatoio.
Ryan udì la porta aprirsi e chiudersi: quella non era silenziosa come la loro. Forse proprio per far udire che quel luogo era in uso, chissà. Un rapido controllo e a Ryan parve che ci fosse tutto quanto avevano portato con sé la notte precedente. Chissà perché, ma aveva come l'impressione che nonostante i suoi accorgimenti, qualcuno avrebbe potuto entrare nottetempo.
Usciamo?” domandò rientrando Sirio.
Ryan prese le sacche, mettendole di traverso in spalla, in modo da bilanciarne il peso, e rispose:
Nessuno è venuto a riprenderci e il corridoio ha una sola uscita, se si esclude quella della ritirata. Quindi direi che non possiamo perderci. O quantomeno arriveremo all'atrio, male che vada. Qualcuno lì sicuramente passerà.”
Sirio annuì e lasciarono la stanza, dopo averne chiuso la porta.
Camminarono lungo un paio di corridoi, senza incontrare nessuno e senza udire suono alcuno. Come aveva predetto Ryan, arrivarono all'atrio, dove raggi di luce filtravano da un trittico di rosoni disposti sull'alta volta. La luce era cupa, non splendente, ma almeno oggi l'atrio era illuminato non solo dalle torce, dando l'effettiva dimensione alla stanza. Sirio stesso, abituato alla magnificenza dei palazzi di Prime, dovette riconoscere che l'immensa volta dell'atrio era qualcosa di architettonicamente impressionante. Guardando in alto, si aveva la chiara impressione che le colonne che si innalzavano a sostenerla non potessero essere bastevoli. Eppure così era, a dispetto della sensazione.
Ben svegliati, ospiti!” li apostrofò Rhyan, provenendo da uno dei corridoi che si dipartivano dall'atrio.
Sirio fece un leggero inchino, mentre Ryan rispondeva con un cenno del capo.
Spero abbiate dormito bene e che abbiate un adeguato appetito. La vecchia strega oggi vi degna di una colazione all'aperto, nei Giardini. Roba che non si vede tanto spesso, credetemi. Seguitemi!”
Non lasciava molto spazio al dialogo, la Guardiana della Cattedrale.
I due le si accodarono dopo uno sguardo di intesa, mentre imboccavano un altro corridoio che dopo alcune svolte sbucò all'aperto. Dopo tanto tempo passato alla luce delle torce, i due furono costretti a portare una mano alla fronte, per farsi scudo dal riverbero improvviso. Ryan alzò lo sguardo e vide che la luce solare proveniva diretta, dalla bocca dell'Abisso, sebbene ovattata da un sottile strato di foschia ferma ai margini della punta più alta di una torretta, come se quello fosse un confine invalicabile.
Attenti a dove mettete i piedi!” li ammonì Rhyan, mentre li conduceva lungo sentieri fatti di piccoli sassolini bianchi, che dividevano numerose aiuole che ospitavano una infinità di tipi di piante e fiori. Sirio a bocca aperta si guardò attorno: nemmeno i Giardini Imperiali potevano rivaleggiare con questa collezione di piante, alcune delle quali gli erano completamente sconosciute. Lui non era certo un giardiniere, ma aver passato qualche anno nei giardini pensili di Prime gli aveva fatto apprendere i nomi di molte delle forme di vita vegetali presenti su Daanan. Ma quelle che si trovavano qui andavano ben oltre le sue conoscenze.
Impressionante” fu il suo commento.
Vero? Me lo dico anche io ogni volta che passo di qui” rispose Rhyan con una certa sincera ammirazione nella voce “ Io non me ne occupo né me ne preoccupo, dato che è compito di altri adepti. Ma non posso negare che tanta rigogliosa Natura mi comunichi una forza e una fierezza innegabili. Questo luogo preserva.”
Ryan ascoltò attentamente, fissando nella memoria questa ultima frase questo luogo preserva. Dava una certa dimensione a quello che aveva visto e sentito riguardo alla Cattedrale delle Ombre, un luogo distaccato dal normale vissuto delle genti di Daanan, un luogo evitato e quindi perfettamente in grado di raccogliere e preservare qualsiasi tipo di pianta od oggetto dallo scorrere del Tempo e dello Spazio. Scosse la testa, per riordinare i pensieri: forse si stava lasciando suggestionare troppo. Quel luogo altro non era che una eccentrica costruzione occupata da persone a loro volta troppo eccentriche per convivere con il resto del mondo.
Eccoci in dirittura d'arrivo” annunciò Rhyan, indicando con un vago gesto della mano un punto davanti a loro.
D'improvviso i viali del giardino si aprivano in uno spiazzo dalle dimensioni ragguardevoli, tanto da chiedersi per quanto il complesso della cattedrale si estendesse sopra l'orrida e immensa voragine.
Un prato verde con soffice erba cresciuta a mezzo si estendeva sino ad arrivare a un grande salice al suo centro, che lasciava cadere i suoi rami sino a terra creando un ampio cerchio d'ombra fresca e piacevole.
La vecchia strega ha fatto approntare un tavolo sotto il salice, in modo che possiate godervi la frescura mentre fate colazione” concluse Rhyan “ Qui vi lascio, non credo proprio vi perderete.”
Detto questo, senza attender risposta, la guardiana si volse, tornando sui propri passi e lasciandoli lì, sul limitare della radura erbosa.
Ryan mormorò a Sirio:
Giurerei che quello è il salice che ieri sera stava all'entrata e che si sia appena mosso per dare ombra a Lady Lilith e al tavolo con la colazione.”
Sirio scosse la testa:
Ryan, non concentriamoci su queste cose, per favore. Ho ben altro a cui pensare.”
Certo, senatore, come preferite. Volevo solo esser sicuro di non aver dato di matto nottetempo e che i miei sensi non mi ingannassero.”
Andiamo.”
I due avanzarono dunque sul prato, andando a ridurre progressivamente la distanza tra loro e la lady che appariva assisa su uno scranno ben grande e comodo.
Venite, venite! Forza che ho fame!” li raggiunse la voce di Lilith, gioviale.
Quando furono a metà della distanza da percorrere, da dietro il tavolo imbandito spuntò una macchia nera che corse verso di loro.
Istintivamente Ryan si mise con un paio di passi davanti a Sirio e disse:
Senatore, dietro di me!”
Piegò il busto leggermente in avanti e si preparò a sostenere l'impatto.
Quello che gli arrivò addosso furono circa un centinaio di chili di un cane grosso e nero con la lingua sbavante, che tentava di metterlo al tappeto con il suo impeto. Grazie alla sua esperienza, Ryan con una leggera torsione del busto e una robusta spinta delle braccia, lo allontanò quel tanto che bastava per farlo ricadere sulle quattro zampe.
Ma il cane non se ne diede per inteso e, dopo uno scarto laterale, nuovamente gli balzò addosso, ben deciso a piantargli le sue enormi zampe anteriori sul petto. Ryan lo osservò e gli venne da ridere: non era un attacco, bensì un tentativo di giocare. La sua risata risuonò nella radura, mentre afferrava le zampone del cane e lo teneva in equilibrio contro di sé, muovendo la testa a destra e a sinistra per evitare che gli inondasse il volto di saliva.
Basta! Forza, cagnone, smettila! Ahahah!”
Ares! Torna qui!” la voce di Lilith era tagliente ora, cosa che dovette risuonare come un imperativo alle orecchie del cagnone.
Infatti con un colpo di reni andò a liberarsi dalla presa di Ryan e a correre nuovamente verso la tavola, lasciando liberi Ryan e Sirio di arrivarvi a loro volta.
Lilith, rivestita di una lunga tunica nera senza maniche, non si alzò per accoglierli, ma fece lo ampio gesto di prendere posto sugli scranni per loro approntati, ampi e comodi, rivestiti di soffici cuscini:
Perdonate Ares: è un giovane terranova, ha ancora voglia di giocare.”
Sirio inarcò un sopracciglio:
Terranova, avete detto? Ma non si erano estinti durante l'era del Disordine e della Caduta?”
Lilith lo guardò con i suoi occhioni neri come la notte e sorrise enigmatica:
Sembra proprio di no, dato che si trova qui a scodinzolare come uno sciocco ai nostri piedi. Un regalo di un amico” concluse sempre con il medesimo tono.
Giovane?” rincarò la dose Ryan, guardando il grosso cane che si rotolava sull'erba per grattarsi la schiena “ Deve pesare almeno un quintale. Quanto diventerà quando sarà adulto?”
E chi lo sa?” rintuzzò Lilith a sua volta “ Dovrebbe essere estinto, chi siamo noi per sapere quali saranno i suoi futuri limiti?”
Il suo sorriso disarmante lasciò senza parole gli altri due. Poi lei afferrò quella che doveva essere una fetta di morbido pane bianco e ci mise sopra una robusta dose di un qualche insaccato dal colore rosato con macchie più chiare al suo interno.
Ma non siamo qui per discutere delle capacità del mio caro cucciolotto. Senatore Sirio, benvenuto alla mia magione. E vedo che avete portato con voi l'ormai inseparabile compagno di avventure.”
Ryan” puntualizzò l'avventuriero.
Oh, Ryan, giusto. Perdonate, non sono molto ferrata per i nomi. Quello del senatore lo ricordo perché sono anni che ci conosciamo e frequentiamo. Spero abbiate trovato l'alloggio confortevole e la notte vi abbia concesso il giusto riposo.”
E' stato così, milady” rispose ossequioso Sirio.
Lo stesso vale per me. Se permettete, io ho una fame mostruosa” disse Ryan , iniziando a servirsi di ogni cosa fosse presente sul tavolo.
Lilith parve particolarmente compiaciuta e annuì:
Apprezzo chi sa far onore a una tavola imbandita. Si dice che i migliori affari si concludano seduti con le gambe sotto una tavola, o almeno così si ostina ad asserire un mio conoscente” poi spostò il suo sguardo sul senatore e cambiò tono “ Vogliamo andare al punto? Non penso abbiate fatto tutte quelle leghe per il solo piacere di condividere con me una degna colazione...”

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