martedì 31 luglio 2012


Daanan – I Libri
Estratto dal Capitolo 3
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Care lettrici e cari lettori, colgo l'occasione di questo post per aggiornarvi: ho concluso il racconto “Incubi” che verrà inserito nella raccolta Leggende di Daanan, il prequel della Tetralogia.
Ne avrete un assaggio a breve, una volta conclusa la prima revisione.

Per ora, gustatevi un estratto dal terzo capitolo del primo libro.

“ Ryan era nascosto da una siepe particolarmente estesa, quindi poteva vedere e non essere visto, ascoltare e non essere udito. Sogghignò, vedendosi per un attimo come una vecchia comare che origlia al buco della serratura: stavolta avrebbe avuto lui qualcosa da raccontare al vecchio Sirio, al loro ritorno a casa.
Al sentire il nome dell'uomo la giovane lady lo guardò con maggior interesse e rispose:
“ Dunque voi siete il Lord Erede di Kallispar, se ben ricordo.”
L'altro fece un leggero inchino e sorrise:
“ Proprio quello, milady. Sono il primogenito di mio padre, Kar Kallispar. In linea dinastica sono il suo successore, ma al momento egli gode di ottima salute, anche se non si concede più lunghi viaggi. Non gli succederò per lungo tempo.”
“ Quindi vi potete permettere di girare a vostro piacimento in ogni terra e importunare le donne che non hanno richiesto la vostra presenza” l'ostilità nella voce di Lilith era celata a stento, quel tanto che bastava per risultare fastidiosa a chiunque si fosse trovato a fronteggiarla.
Vantigar incassò senza batter ciglio la provocazione e, mentre si muoveva a prender posto su una delle tante panche di legno che si trovavano sparse nei giardini per sedervisi dopo qualche passeggiata, rispose:
“ Forse conoscete il mio nome e il mio titolo, ma vi deve essere ignoto lo stile di vita della mia famiglia. E' alquanto austero e severo, soprattutto da quando mio padre è salito sul suo scranno e guida l'Altipiano. Non sono così libero di fare ciò che voglio, come voi pensate.”
“ Anche voi, dunque...” mormorò Lilith troppo piano per essere sentita.
“ Riconosco tuttavia” aggiunse subito dopo Vantigar “ Che questa missione diplomatica, chiamiamola pure così, è stato un piacevole diversivo che ho accettato di buon grado. E ora che vi ho vista, sono ancora più soddisfatto della mia decisione. Averlo saputo prima, avrei messo più fretta alla delegazione, per vedervi prima.”
Lilith lo guardò con occhi inespressivi, come se innanzi a sé avesse il nulla invece che l'erede di una importante famiglia nobiliare. Vantigar si sentì penetrare da quello sguardo ed ebbe l'inquietante sensazione che ella riuscisse a leggere il suo animo e per giunta senza la benché minima fatica.
“ Mi par di capire, Lord Vantigar, che mi stiate facendo un accenno di corte, o mi sto sbagliando?”
Lui assunse una espressione sorridente, sfacciatamente sorridente e rispose allargando le braccia:
“ Troppo sfacciato? Eppure mi sembra di non aver ecceduto nella forma. Secondo mia nonna a volte sono troppo...impetuoso. Ma tento costantemente di controllarmi per non cadere negli eccessi di una passione troppo violenta e che magari verrebbe male interpretata.”
“ Parole, parole e ancora parole” sbuffò Lilith, dando evidenti segni di insofferenza e muovendo i primi passi dall'inizio della loro discussione, con la chiara intenzione di allontanarsi “ Ebbene, sappiate che la vostra corte non solo non è desiderata, ma nemmeno gradita. E con questo, sono ad augurarvi la buonanotte, se così vi compiace” concluse con voce irridente, usando volutamente una pomposità che sino a pochi istanti prima era tipica dell'uomo che l'aveva importunata.
Vantigar scattò in piedi proprio nel momento in cui ella gli passò innanzi e sbottò:
“ Lady Lilith, non sono un uomo da irridere o evitare in questa maniera. So ciò che voglio e come ottenerlo. Mi credete un fatuo adescatore di dame solo perché mi sono presentato a voi e perché appartengo a una famiglia di nobili origini. Secondo voi questo dovrebbe darmi un vantaggio e per questo mi rispondete con disprezzo e facile ironia. Sappiate che vi sbagliate di grosso!”
Lilith era prossima a scomparire dietro a una siepe, ma si fermò un istante per volgersi verso il giovane di Kallispar. Un nuovo sguardo inquisitore, poi un debole sorriso e disse:
“ Allora li avete gli artigli, Vantigar di Kallispar. Chissà se avete anche le zanne...” detto questo, svanì dietro la siepe.
Il giovane rimase immobile qualche istante, mettendo le mani sui fianchi e alzando lo sguardo al cielo, inspirando profondamente per recuperare la calma che quella donna gli aveva fatto perdere.
Ryan si ritirò di colpo all'indietro, celandosi a sua volta dietro la siepe che tanto opportunamente l'aveva celato sino a quel momento. Sorrideva, compiaciuto di quanto aveva visto e udito: Sirio ci sarebbe andato a nozze, vecchio pazzo, con quelle notizie. Istintivamente mosse i propri passi, cercando di seguire la lady in nero, che non doveva essere troppo lontana, essendosi eclissata da molto poco.
Una rapida occhiata dalla sua posizione sui giardini inferiori e le possibili vie che poteva aver preso la dama, unitamente alla sua esperienza come cercatore di tracce, lo misero quasi subito sulla buona strada. Dovette scendere alcuni scalini, salirne altri, girare attorno a numerose aiuole e fontanili, arrivando quasi a disperare di raggiungerla. I Giardini Pensili erano davvero ben fatti, ma qualcuno come lui rischiava sul serio di perdersi, nonostante la luce delle luminarie.
Proprio quando disperava di ritrovarla, udì un vociare piuttosto intenso, che attirò la sua attenzione. Prudentemente, usando le siepi come nascondiglio, riuscì ad avvicinarsi al punto dal quale partivano le voci e sbirciò tra i rami: fu chiara la visione di Lady Lilith che fronteggiava un gruppo di almeno una mezza dozzina di giovani nobili. Ryan non ne riconobbe i simboli né le casacche: dei perfetti conosciuti per lui. Dove era il senatore quando ci sarebbe stato bisogno di lui? Li avrebbe riconosciuti subito!
Lilith stava apostrofando verbalmente in tono gelido i ragazzi:
“ Credetemi, sono stanca e stanotte sembra che stiate tutti complottando per impedirmi di godermi il cielo stellato e la calma dei Giardini. Cortesemente, cedete il passo.”
Una sghignazzata generale fu la risposta dei sei, di cui uno in particolare si fece portavoce per tutti:
“ Sù, sù, signora mia, non siate tanto acida! Vogliamo solo che balliate per noi!”
Il volto di Lilith divenne una maschera di ghiaccio pallida come un cencio. La sua voce uscì affilata come uno stiletto:
“ Non sono una danzatrice da postribolo come quelle alle quali siete abituati voialtri, pezzenti.”
I sei ammutolirono e il portavoce rispose con voce incrinata:
“ Come osi, donna? Noi siamo della Casata degli Heidenreich! Portaci rispetto!”
“ Il rispetto va meritato, ragazzino. E ora cedi il passo, o finirà molto male.”
I sei ebbero un sussulto alla voce minacciosa, che sembrava impossibile potesse appartenere a una figura così femminile. Ryan stimò che Lilith non dovesse pesare più di una sessantina di chili, alta almeno un metro e settantacinque, che per una donna era una altezza notevole. Forse non per una donna del Nord, rifletté poi.
Un refolo di vento le fece cadere sul volto alcune ciocche di capelli sottili come capelli di un oscuro angelo, cosa che le fece assumere una espressione ancora più inquietante.”

Fatemi sapere cosa ne pensate!

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