martedì 17 luglio 2012

Daanan - I Libri
Estratto dal Capitolo 2
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Ed ecco a voi un estratto dal secondo capitolo:

" Ryan, dopo aver provato numerosi abiti del vecchio Sirio, aveva optato per un abito in voga nelle città meridionali della Costa: una lunga tunica dal taglio semplice e comodo, con maniche corte, stretta in cintura da un ampio laccio di cuoio con tre fibbie. Nonostante un leggero borbottare di Sirio, aveva tenuto le sue polsiere in cuoio indurito e i gambali in metallo: senza, si sarebbe sentito nudo, fu la sua giustificazione.
Non era un problema trovare la strada, quella notte: oltre al numeroso gruppo di persone che si dirigevano tutte nella medesima direzione, la via era segnata da numerosi bracieri a terra, che alzavano pigre lingue di fuoco nella fresca serata primaverile, dove una brezza calda annunziava l'avvento di una estate particolarmente afosa. Ma in quel momento, il contesto era estremamente piacevole e confortante.
Sirio parlava del più e del meno, man mano che avanzavano, spiegando a Ryan ciò che vedeva o che non capiva. L'avventuriero era un buon ascoltatore e per il senatore questo era un vero piacere, essendo lui uno dei pochi che aveva visto crescere questa città, il quartiere imperiale e tutto il resto. Era veramente una miniera di notizie e aneddoti.
Giunsero alla bianca scalinata che portava all'ala del palazzo imperiale ove era situata la Sala delle Colonne e già il numero di persone presenti era ragguardevole. A un cenno di Sirio, Ryan lo seguì lungo una scalinata laterale, che li portò a un ballatoio a ferro di cavallo che seguiva la forma della Sala delle Colonne e si trovava a metà tra il piano terra e la volta soprastante. Ventiquattro erano le colonne a fusto tortile, atte sostenere una volta alta ben venti metri e ad arco a tutto sesto. La pietra che le componeva era un granito rosso con venature nere stranissime. Ryan non ne aveva mai viste di simili. Seguendo Sirio, raggiunsero un punto dal quale si poteva agevolmente vedere l'entrata della sala e nel contempo osservare l'andirivieni delle persone.
Appoggiati alla balaustra, Sirio iniziò ad indicare a Ryan eminenti membri di corte, man mano che questi si presentavano all'entrata per poi proseguire all'interno della sala, dirigendosi chi al tavolo riccamente imbandito per prendere qualcosa da mangiare, chi al tavolo delle bevande, chi intrattenendosi con comuni conoscenze. Ryan quasi preso dalla miriade di persone che stava vedendo, quasi non riusciva a seguire il senatore nel suo snocciolare nomi, titoli e competenze: dignitari, generali, mercanti, diplomatici, nobili, Sirio sembrava conoscerli tutti e di loro sapere tutto.
Impressionato da tale onniscenza, Ryan rivalutò per l'ennesima volta il suo gentile ospite, che si rivelava quotidianamente una persona veramente formidabile. Ryan non seguiva un particolare credo e non aveva una divinità alla quale votarsi, ma in cuor suo ringraziò chiunque gli avesse messo sulla strada quell'uomo.
Eccoli!” annunciò Sirio, con voce leggermente emozionata “ Kallispar è arrivato!”
Ryan abbassò lo sguardo nuovamente e riconobbe immediatamente la delegazione di Kallispar: stoffe con il fondo argentato e linee azzurre come zaffiri li identificavano chiaramente come appartenenti alla nobile famiglia occidentale. Essi entrarono nella sala con atteggiamento altero e aria di sfida, trovando una folla che fece ala al loro ingresso, aprendosi innanzi a loro e richiudendosi dietro di loro una volta che fossero passato. Dopo una breve sosta al tavolo delle bevande, si insediarono tra due colonne, osservando gli astanti e salutando con leggeri cenni del capo chi si presentasse loro per omaggio e benvenuto.
Mamma mia, che sbruffoni” fu il commento caustico di Ryan.
Duri come la roccia delle loro montagne, spigolosi come le vette che fanno loro ombra. Già averli qui è un miracolo, credimi” sospirò Sirio, stringendo nervosamente le mani sulla balaustra “Speriamo che vada tutto bene e si riesca dove sinora abbiamo fallito. Abbiamo bisogno che Kallispar e l'Impero vadano d'accordo.”
Ryan strinse le spalle, come se la cosa non lo riguardasse e chiese a Sirio:
E quella chi è?!” nella sua voce un misto di sorpresa e malcelata ammirazione.
Il senatore seguì la direzione dello sguardo del giovane protetto e lasciò che un sorriso gli si aprisse sul volto:
Stai osservando uno dei membri più singolari della corte imperiale. Ella è Lilith, Principessa del Nord.”
Principessa del Nord?”
Sì, figlia di una regina dei territori del nord, ma non conosciuta per questo. E' più famosa, diciamo, per la sua residenza: ella ha alloggio alla Cattedrale delle Ombre, sull'Abisso, a ovest di Prime. Mai sentito parlare di quel luogo?”
Sì, e mai in termini piacevoli. Si dice che la gente sparisca se prova ad arrivare laggiù.”
Sirio ridacchiò:
Favole da bambini, Ryan, suvvia. Tutti pensano sia una Strega, ma in realtà è una giovane donna con la testa sulle spalle. Credimi, amico mio, ella è una persona veramente valida e l'Imperatore deve molto a lei e al suo gruppo.”
Ryan la guardò attentamente: di lei spiccava subito l'incarnato pallido come una luna cinerea, reso ancora più evidente dall'abito completamente nero che portava con naturalezza, con maniche e bordi della gonna completamente sbrindellati e dalla quale spuntavano ad ogni passo un paio di piedi nudi che calcavano il marmo della sala con la naturalezza di una danzatrice e la sicurezza di una padrona di casa. Salutava pochissimi tra coloro che avevano la ventura di incrociare il suo passo. Ryan stava per emettere un altro commento quando Sirio gli appoggiò la mano destra sull'avambraccio sinistro e gli fece un cenno con il volto indicandogli un'altra direzione, esattamente dirimpetto a quella presa da Lilith."

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