giovedì 21 giugno 2012


DAANAN – I LIBRI
Estratto dal Capitolo 1
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 Ecco a voi un estratto dal primo capitolo:

I primi raggi di un sole primaverile illuminarono l'ampia spianata che si apriva tutt'intorno alla città di Prime. Il verde dell'erba fresca e giovane prese a brillare facendo apparire l'intera zona come un immenso mare di smeraldo.
La luce, che passò timidamente da un'alba a una rosa aurora senza nubi, diede anche un segnale di vita a una strana creatura che, acquattata sin dalle prime ore della notte che terminava, or s'approssimava alle porte della città: decine di fattori, allevatori e mercanti si preparavano ad entrare nella capitale dell'Impero degli Uomini.
L'alba era il segnale che era tempo di avvicinarsi e prepararsi a una lunga attesa prima di poter varcare i cancelli presidiati dalla Legione dato che, nonostante la Pace Imperiale regnasse ormai da un ventennio ormai, la situazione generale non poteva dirsi completamente normalizzata. V'erano ancora umori discordanti sulla costituzione di quell'Impero che aveva aiutato gli Uomini a risorgere dopo il periodo del Disordine e della Caduta. Questo comportava che ogni visitatore della città dovesse sottomettersi a un controllo e una registrazione al momento dell'entrata e dell'uscita dalla città.
La colonna di uomini, bestie e carriaggi si mise in fila con una certa scompostezza, non senza qualche difficoltà: v'era sempre qualcuno che tentava la sorte di sorpassare altri arrivati prima di lui e questo creava disagi e scompiglio, alterchi e violenti diverbi che potevano sfociare nella violenza. A volte le guardie ai cancelli dovevano uscire a sedare con robuste bastonate le risse.
Ai margini esterni della colonna, più o meno a metà della sua lunghezza, stava un giovanotto dall'aria imponente. Passava di una testa tutti quelli che gli stavano attorno. Aveva una carnagione abbronzata, capelli lunghi sino alle spalle raccolti però in una serie di strette treccine aderenti al cuoio capelluto. La corporatura era innegabilmente possente, sebbene non così prorompente. Dava chiaramente l'impressione di essere un giovane atletico, ma con muscoli allungati adatti alla resistenza più che alla potenza. Mentre camminava, un occhio allenato, avrebbe anche potuto intravvedere una certa grazia e una agilità ben celate. Il suo volto era piacente, sebbene un naso aquilino si evidenziasse attirando l'attenzione. A un secondo sguardo, si poteva cogliere una espressione sorniona permanere su quei tratti decisi, ma gli occhi erano attenti e non perdevano un particolare di ciò che lo circondava.
Vestiva di comodi abiti da viaggiatore: brache di cuoio, una semplice camisa ricoperta da un giustacuore di cuoio imbottito di lamine di metallo, il tutto completato da bracciali di cuoio e schinieri di acciaio. Portava in cintura un paio di corte daghe in foderi anonimi e assicurato alla schiena un comodo zaino di forma rettangolare.
Con molta pazienza si era adeguato al lento scorrere della fila, tenendosi a distanza dai carichi più puzzolenti come maiali e ortaggi dalla dubbia provenienza. Aveva scambiato nell'attesa poche parole con chi aveva vicino, preferendo concentrarsi sui suoi prossimi programmi.
Finalmente giunse il suo momento: alcune guardie provvedevano a scindere la fila in viaggiatori singoli e carovane commerciali, cosa che aiutava coloro che giungevano da soli e senza merci particolari ad entrare un po' prima in città.
Si ritrovò quindi innanzi a un tavolo di legno, dietro il quale era seduto su uno sgabello un ufficiale della Legione addetto al controllo del traffico cittadino. Questi sollevò lo sguardo e di parecchio, data la statura del giovane e chiese:
Nome e motivazioni del vostro arrivo a Prime, messere.”
La voce del giovane era leggermente nasale, ma il tono era piacevole e il timbro un po' basso:
Mi chiamo Ryan Rhadamantys e vengo a Prime in cerca di un lavoro.”
Il legionario prese coscienziosamente nota di ogni sua parola e alzò nuovamente lo sguardo, squadrandolo per bene e chiese:
Qualcosa da dichiarare? Oggetti particolari, armi, merci?”
Il giovane alzo le mani e le appoggiò alle else delle due daghe, che provvide ad estrarre con una naturalezza disarmante. La Legione reagì come un sol uomo: il picchetto di guardia che stazionava nei pressi spianò le lunghe picche verso di lui, mentre l'ufficiale faceva un salto indietro sguainando la sua lunga spada.
Ryan scosse la testa, mentre con un gioco di mani troppo veloce perchè i Legionari potessero vederlo, fece in modo di volgere le lame delle sue spade verso di sé e appoggiarle successivamente al tavolo, con le else rivolte verso l'ufficiale e aggiunse:
Perdonate, messere, ma non era mia intenzione spaventarvi. Volevo solo esporre ciò che ho da dichiarare.”
I Legionari continuarono a tenerlo sotto punteria, mentre l'ufficiale riprendeva il suo posto allo sgabello e guardava biecamente Ryan che frugava nel suo corpetto, nella sua cintura e nel suo zaino, svuotando una serie impressionante di armi sul tavolo: una dozzina di coltelli da lancio, una balestra perfettamente smontata, vari tipi di cordame, abiti e un cartoccio con i resti del suo ultimo pasto. Una volta terminato, alzò le mani facendo chiaramente vedere di essere disarmato. L'ufficiale concluse l'esame di ciò che aveva innanzi e poi squadrò nuovamente il giovane:
Ditemi, Rhadamantys, quale sarebbe l'occupazione che andate cercando?”
Messere, mi offro come guardia del corpo o come scorta.”
Immaginavo non faceste il mastro carpentiere” commentò l'ufficiale, mentre annotava per filo e per segno ogni singolo oggetto nel suo corposo registro, per poi aggiungere:
Recuperate pure ogni vostro avere, messer Rhadamantys. Sappiate che Prime offre molte opportunità a chi cerca fortuna. E altrettanti guai a chi pensa di potersi approfittare di tanta benevolenza. La Legione non è tenera con chi infrange la Pace Imperiale, sia una rivolta come una rissa da locanda. Tutto chiaro?”
Ryan fece un leggero inchino mentre raccoglieva i suoi beni, andando a riporli esattamente dove li aveva estratti e rispose:
Limpido, messere. Non sono tipo da risse, messere. Cerco solo un onesto lavoro.”
Allora, andate pure.”
A un cenno dell'ufficiale il picchetto di guardia ritirò le picche, lasciando libero il passaggio a Ryan per proseguire verso la città. Egli con un cenno d'intesa alle guardie si incamminò lentamente, prendendo la via principale.”

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Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi incuriosisce, quali sensazioni vi ha dato la lettura.

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